I SETTORI
  • RIFIUTI E RISORSE

  • CONTENITORI E MEZZI PER LA RACCOLTA

  • DISTRIBUZIONE, COLLETTAMENTO E TRATTAMENTO ACQUA

  • ENERGIE RINNOVABILI

  • MOBILITA’ SOSTENIBILE

  • AUTO E MEZZI ECOLOGICI

  • BONIFICHE
  • MONITORAGGIO E CONTROLLO DELL’INQUINAMENTO
  • RIGENERAZIONE URBANA

  • AMBIENTI INDOOR

  • CLIMATIZZAZIONE

  • DOMOTICA E SERVIZI

  • EDILIZIA ECOCOMPATIBILE

  • EFFICIENZA ENERGETICA

  • IDROSANITARIA

  • ILLUMINOTECNICA

  • ISOLAMENTO TERMICO E ACUSTICO

  • RUBINETTERIA

  • SALUTE E WELLNESS

  • VENTILAZIONE INDOOR

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sta producendo un’accelerazione significativa degli investimenti e delle riforme del Servizio Idrico Integrato (SII) con importanti prospettive in termini di superamento delle criticità del comparto, soprattutto nelle regioni meridionali. Da sempre la Fiera abbraccia il tema dell’acqua a 360°, dal concetto più autentico di acqua come risorsa prioritaria per la vita a quello di Ciclo Integrato delle Risorse Idriche. Vengono trattati principalmente: l’importanza delle tecnologie per la tutela dell’acqua, a partire dalla riduzione degli sprechi derivanti da reti idriche inadeguate e dalla loro carente manutenzione; il ruolo degli stakeholders, dei gestori e degli Enti pubblici; la ricerca di nuove e più sostenibili forme di approvvigionamento fino all’utilizzo delle tecniche di dissalazione. Un’attenzione particolare è riservata al ciclo della depurazione, per la quale la recente rivisitazione della bozza di Direttiva Europea sul trattamento delle acque reflue urbane ed in prospettiva la revisione della Direttiva sui fanghi, introducono obiettivi ambiziosi ed estremamente onerosi che dovranno a breve tradursi in nuovi obblighi per i gestori per un migliore controllo dell’inquinamento relativi al deflusso urbano e alla gestione delle acque piovane. Ancor più che nelle passate edizioni, quindi si prospetteranno e si dibatteranno le nuove frontiere del trattamento e del recupero di materia ed energia dagli impianti di depurazione, a partire dal riuso delle acque fino all’efficienza energetica negli impianti, passando dalle più recenti innovazioni tecnologiche e gestionali in un’ottica di piena sostenibilità ambientale, prestando attenzione alle criticità presenti e future quali: gestione dei fanghi, contaminanti emergenti, microplastiche, emissioni clima-alteranti. Importante conferma per l’edizione 2024 è l’area espositiva “AQUA 2030” dove le principali società del settore idrico incontreranno il pubblico rappresentando le tecnologie più avanzate, i servizi all’utenza e i modelli di buon comportamento per il risparmio e la gestione ottimale di questa preziosissima risorsa.

Una particolare attenzione viene inoltre posta dalla manifestazione al clima e ai suoi effetti – in particolare in agricoltura – e alle opportunità offerte dalla Missione 2 del PNRR, per la rivoluzione verde e la transizione agroecologica con interventi a tutela del suolo, dell’ambiente e delle produzioni alimentari. Risulterà pertanto fondamentale un confronto sulle proposte nel settore agroindustriale, sulla corretta gestione degli scarti, dell’energia, della risorsa idrica e – non da ultimo – sulla gestione più sostenibile degli imballaggi e dei rifiuti derivanti.

Le caratteristiche del nuovo piano d’azione per l’economia circolare, nonché l’obiettivo strategico, per l’Europa, di limitare la propria dipendenza da altre aree geografiche, sia in termini di materiali che di risorse energetiche, richiedono la rapida implementazione di nuovi modi di progettare i prodotti nonché di adottare processi innovativi per il loro recupero e riciclaggio.

Il PNRR attraverso la Misura 1 della Missione 2 ha previsto una specifica linea di investimento con cui vengono stanziati 1,5 miliardi di euro per il potenziamento della raccolta differenziata, il revamping e la realizzazione di nuovi impianti di trattamento dei rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata e impianti innovativi di trattamento di filiere ancora ai margini dell’economia circolare (esempio il settore tessile) con un chiaro intento di colmare i deficit delle aree in ritardo e di promuovere lo sviluppo di buone pratiche e processi innovativi. Al centro del confronto in ECOMED, saranno le politiche e la governance, le infrastrutture impiantistiche e i modelli economici e di consumo, ma anche l’informazione per incentivare comportamenti corretti. Adottare il Ciclo Integrato significa sviluppare azioni sostenibili per la valorizzazione delle risorse, tenendo conto del quadro di riferimento europeo e delle diverse vocazioni del territorio. Occorre dirigersi verso un’economia circolare sostenibile, che riesca a prevedere e a misurare i vantaggi economici e ambientali attuando il giusto compendio tra sviluppo tecnologico e cambiamento culturale, volgendo sempre uno sguardo attento al settore dei rifiuti. L’Internet of Things (IoT) consentirà di monitorare e gestire l’uso di risorse, quali l’energia, l’acqua e i rifiuti, e di ottimizzare i processi produttivi, riducendo gli sprechi e le emissioni. Le tecnologie blockchain garantiranno la tracciabilità e la trasparenza delle filiere produttive, consentendo di verificare la sostenibilità dei prodotti e di prevenire il traffico illecito di risorse naturali. La crescita del settore dovrà altresì essere accompagnata da Istituzioni efficaci e competenti che possano garantire percorsi autorizzativi compatibili con i tempi imprenditoriali e attività di controllo rigorose ma nel contempo equilibrate e improntate ad uno spirito di leale collaborazione con le aziende. Un ampio spazio verrà dedicato alla filiera agroalimentare e alle future sfide per garantire produzioni sempre più eco-sostenibili ma anche al settore del tessile e della moda, con particolare attenzione al made in Italy e all’implementazione di azioni concrete di riuso e riciclo degli scarti di lavorazione senza trascurare fondamentali requisiti di durabilità, riparabilità e riciclabilità a fine vita. Non da ultimo ci sarà spazio per i temi della tutela del benessere della popolazione attraverso approfondimenti sui principali strumenti attualmente a disposizione – a partire dalla Valutazione dell’Impatto sulla Salute (VIS) – tenendo conto delle prospettive future delle più recenti novità, come, ad esempio, l’introduzione delle linee guida ISS HIA.

Sostituire progressivamente il fabbisogno energetico proveniente dai combustibili fossili con energie generate da fonti rinnovabili e sostenibili è il percorso obbligato per rispondere agli impegni internazionali dell’Italia e far fronte alla crescente domanda di energia pulita all’interno di un percorso di transizione fortemente connotato dalla sostenibilità sia dal punto di vista ambientale che economico e sociale, mantenendo un attento confronto con le dinamiche energetiche mondiali.
Una sfida questa, che richiede il continuo sviluppo di nuove tecnologie e l’adozione di soluzioni innovative, dai sistemi di accumulo, alla gestione efficiente dei sistemi energetici complessi, fino all’utilizzo degli apparati di monitoraggio digitale che dovranno accompagnare il Pianeta nel difficile percorso della transizione energetica tracciato per il 2030, fino alla completa decarbonizzazione del 2050.
Un discorso a parte riguarda il mercato dell’Efficienza Energetica che si sta trasformando, superando i tradizionali meccanismi incentivanti che hanno comportato certamente vantaggi ma, talvolta, generato distorsioni non utili al raggiungimento degli obiettivi prefissati in sede comunitaria.
La Commissione Europea ha presentato la sua “Strategia per la mobilità sostenibile e intelligente” insieme a un piano azione di 82 iniziative che guideranno il nostro lavoro per i prossimi quattro anni. Questa strategia prospetta le basi attraverso le quali il sistema dei trasporti dell’UE può realizzare la sua trasformazione verde e digitale divenendo più resiliente onde poter affrontare con determinazione le crisi future. Come indicato nel Green Deal Europeo, l’UE punta a realizzare una transizione ad impatto climatico zero entro il 2050. A tal fine, anche in Italia, il settore dei trasporti dovrà subire una profonda trasformazione che richiederà una riduzione del 90% delle emissioni di gas a effetto serra, garantendo nel contempo soluzioni, a prezzi accessibili, ai cittadini. In particolare il “Fit for 55 Package” costituisce il piano dell’UE per conseguire gli obiettivi climatici del Green Deal Europeo e comprende una serie di proposte di revisione della legislazione dell’UE, anche nel settore dei trasporti.
Perché la mobilità divenga sostenibile, occorre che si attuino alcune azioni di seguito indicate:

  • Promozione dell’adozione di veicoli, navi e aeromobili a emissioni zero, combustibili rinnovabili e a basse emissioni di carbonio e relative infrastrutture; si dovrebbe iniziare installando 3 milioni di punti di ricarica pubblici entro il 2030.
  • Creazione di aeroporti e porti a emissioni zero, ad esempio attraverso nuove iniziative per promuovere combustibili sintetici ad impronta di carbonio nulla, per l’aviazione e la propulsione marittima.
  • Provvedere a rendere la mobilità interurbana e urbana sana e sostenibile, ad esempio raddoppiando il traffico ferroviario ad alta velocità e sviluppando infrastrutture ciclabili aggiuntive nei prossimi 10 anni.
    • Stimolare la GDO a rendere più ecologico il trasporto merci, ad esempio raddoppiando il volume di traffico vettoriabile su rotaia entro il 2050.
  • Fissare il prezzo del carbonio e fornire incentivi di maggior impatto per gli utenti, ad esempio perseguendo una serie completa di misure per fornire prezzi equi ed efficienti su tutti i trasporti.

I problemi di natura tecnico-economica e sociale, gravati dai rischi per conseguire un sempre più elevato livello di sicurezza (ad es. i rischi pandemici) e fortemente connessi al costo e al tipo di approvvigionamento energetico, sono i temi chiave per accompagnare le nostre Comunità verso una strategia sostenibile, che punti alla neutralità ed alla decarbonizzazione totale.
La manifestazione pone al centro questi temi di grande attualità e si prefigge di creare un tavolo aperto per i temi energetici e ambientali al fine di avviare un confronto continuo tra Amministrazioni e Industrie, Cittadini ed Aziende, a supporto di nuovi modelli di Governance Proattiva.

Il settore delle costruzioni e l’intera filiera ad esso correlata rappresentano a tutt’oggi un motore trainante per l’economia italiana, ma che è anche responsabile di un consumo massiccio di risorse e di energia, di notevoli emissioni di gas climalteranti e della produzione di ingenti quantitativi di rifiuti lungo l’intero ciclo di vita. Ampi sono, dunque, i margini di miglioramento e i benefici attesi da un uso più efficiente delle risorse con un elevato potenziale di azioni per incrementare la circolarità e la sostenibilità. Non a caso la Commissione Europea considera questo settore tra i “prioritari” per indirizzare politiche ed iniziative volte ad un uso più efficiente delle risorse, sia attraverso il miglioramento delle prestazioni energetiche sia attraverso il riutilizzo dei materiali.

Le Nature Based Solutions sono strategie, interventi e azioni basati sulla natura che forniscono vantaggi sia ambientali che socio-economici diventando componente indispensabile per la rigenerazione sostenibile sia architettonica che urbana e sono oggi alla base di ogni piano o progetto urbano ed architettonico. La sostenibilità ambientale è uno degli argomenti chiave del futuro: lo scopo è realizzare architetture compatibili non solo con la vita dell’uomo e le sue attività, ma anche con l’ambiente naturale e, più in generale, con il contesto in cui si inserisce nel rispetto del concetto di sostenibilità: progettare gli edifici in grado di minimizzare il loro impatto sull’ambiente, sia in termini di materiali e tecniche di costruzione utilizzate, sia sull’aspetto estetico, sia in termini di prestazioni energetiche.

I principi di architettura sostenibile orientata alla bioclimatica e in particolare ai sistemi passivi, al riciclo dei materiali, al pieno conseguimento di un’autonomia energetica, sono i pilastri fondanti dell’ “ecoarchitettura” che da oltre un decennio è il campo di sperimentazione d’avanguardia sul quale puntare nella prospettiva dell’economia circolare. Le nuove architetture seguono i principi ecologici e naturali per la scelta dei materiali ottimizzando le risorse naturali, i consumi energetici e la salvaguardia dell’ambiente. A partire da questi principi ecologici condivisi, l’Ecoarchitettura promuove un’alleanza virtuosa fra le trasformazioni edilizie e l’ecosistema, recuperando forme architettoniche compatibili con l’ambiente circostante contribuendo a ristabilire il benessere psicofisico dell’uomo, che ritorna protagonista della propria salute in un’era in cui l’emergenza climatica impone interventi sulla città come i parchi urbani -“Green and Blue Infrastructures” – che seguono i criteri di adattamento al clima, riducendone cioè l’impatto.

La carta vincente di un progetto architettonico o urbanistico non sta solo nelle scelte che lo rendono ecologico, ma sulla riduzione al minimo degli sprechi e consumi energetici in relazione a tutto il territorio oggi gravato dalla crisi energetica.

I progetti devono combinare la natura e il paesaggio delle città e delle comunità locali con soluzioni integrate, basandosi sulle qualità esistenti delle aree e sullo spirito delle comunità. I circuiti idrologici, biologici e sociali devono lavorare insieme per sperimentare nuovi percorsi che possano superare i vincoli burocratico-amministrativi, oltre che economico-finanziari e di bilancio, che spesso in Italia frenano i processi di innovazione. La trasformazione indifferibile delle nostre città deve avvenire attraverso programmi integrati di rigenerazione urbana improntati sulla promozione dell’inclusione sociale e dell’efficienza energetica nelle città, che si traducono in progetti e investimenti volti a recuperare beni sottoutilizzati e a ridistribuire le opportunità, aumentando la prosperità urbana e la qualità della vita. Si tratta di un processo che crea molti vantaggi per tutte le parti interessate di una comunità, tra cui: l’annullamento del consumo di nuovo suolo (risorsa non riproducibile), unitamente ad azioni di forestazione urbana per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, spesso tragicamente calamitosi; Aumentare l’assorbimento di CO2, limitando l’uso dei combustibili fossili e accrescendo le dotazioni di verde; contrastare le isole di calore; aumentare la permeabilità dei suoli con dispositivi ecosistemici che aiutino ad incrementare la resilienza urbana delle nostre città. La rigenerazione urbana è quindi riconosciuta come uno degli strumenti più completi ed efficaci che i governi possono utilizzare non solo per guidare lo sviluppo economico, ma anche per promuovere città più inclusive, resilienti, sicure e sostenibili.

Nel corso della manifestazione, pertanto, verrà dato ampio spazio alla prevenzione degli effetti dei disastri naturali e alla definizione di strategie ed interventi sul breve, medio e lungo termine per ridurre significativamente l’esposizione della popolazione e delle principali infrastrutture. Uno specifico focus verrà inoltre dedicato alle aree costiere che rappresentano un elemento chiave dello sviluppo socio-economico di tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, ed allo stesso tempo un grande valore ambientale e paesaggistico.